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Domande e Risposte sulla Massoneria

Quali sono i fini della massoneria?
La massoneria è una istituzione libera e laica di origine antichissima che si ricollega alle principali tradizioni esoteriche d'Europa e del Mediterraneo. Ha come fine il perfezionamento umano e come strumenti i simboli dell'architettura che esprimono il senso della operatività indirizzata ad un progetto di edificazione morale e spirituale.

Quali sono i valori fondamentali della massoneria?
I valori fondamentali della massoneria sono legami di "Amore" da estendere a tutta l'umanità, di "Tolleranza", di "Rispetto" di se stesso e degli altri, di "Libertà di Coscienza e di Pensiero". L'insegnamento massonico è imperniato su simboli e, allo studio del linguaggio dei simboli, è dedicata una gran parte dell'iniziazione massonica. Lo studio ed il miglioramento del proprio "io" sono i valori fondamentali e la base del lavoro massonico, sono la leva su cui poggia l'ideale sociale della massoneria. Questo ideale, da immemorabile tempo ormai offerto apertamente dalla massoneria a tutto il mondo profano, può essere riassunto nel trinomio: "Libertà, Uguaglianza e Fratellanza".

La massoneria è atea?
Assolutamente no! Nel libro delle costituzioni redatto nel 1723 da James Anderson (The Book of Constitutions of the Freemasons), al capitolo concernente "Dio e la religione" si legge: «Un massone è tenuto, per la sua condizione, ad obbedire alla legge morale; e se egli intende rettamente l'Arte non sarà mai un ateo stupido né un libertino irreligioso». Nei documenti, nei templi e nei rituali massonici si incontra frequentemente l'espressione G.A.D.U., che è l'acronimo di "Grande Architetto dell'Universo", l'espressione con la quale i massoni designano un Ente Supremo per il quale ogni fratello ha diritto alla propria visione. Un tributo a questa libertà è la regola secondo la quale in loggia non si parla mai di religione.

Quando è nata, in Italia, la massoneria?
In Italia una prima loggia di cui si ha notizia è la "Perfetta Unione", costituita a Napoli nel 1728 ed il 4 agosto 1732, in Firenze, il poligrafo Antonio Cocchi scrive nel suo diario: «…in the evening I was received among the free-masons and remained to supper…», facendo così supporre che in quel periodo fosse attiva almeno un'altra loggia in Toscana, probabilmente retta da fratelli inglesi. Fra il 1733 ed il 1735 nascono a Livorno quattro logge e, nel 1736, una loggia giacobita a Roma che però deve sciogliersi già nel 1737. Nel 1746 viene fondata una loggia a Venezia, con Giacomo Casanova e Carlo Goldoni fra gli aderenti; nel 1747 tre in Liguria (una a Bordighera e due a Genova); nel 1749 una a Napoli e nel 1756 una a Milano. In seguito, nello scorcio di pochi anni, dal 1775 al 1780, oltre trecento logge sono all’opera quasi dovunque nel nostro Paese, ma una serie di iniziative assunte quasi contemporaneamente da vari Stati italiani (in prima fila quello pontificio), inaugura un periodo di repressione del fenomeno massonico. Nel 1786 (tre anni prima dello scoppio della Rivoluzione Francese) vengono emanate le "Grandi Costituzioni", che costituiscono la prima codificazione del Rito Scozzese Antico ed Accettato. Il 27 maggio 1789 il Conte di Cagliostro tenta di organizzare una loggia basata sul sistema egiziano, ma viene scoperto, arrestato, processato e, nel 1791, condannato a morte come "eretico formale, mago e libero muratore". La pena viene poi commutata nel carcere a vita. Nel 1805, con il benestare di Napoleone Bonaparte, a Milano viene fondato il primo "Supremo Consiglio di Sovrani Grandi Ispettori Generali del 33°Grado" del Rito Scozzese Antico ed Accettato, e costituito l'Ordine, per i primi 3 gradi, con il nome di Grande Oriente d'Italia. Nel 1910, a seguito della scissione del 1908 con il Grande Oriente d'Italia, nasce la nostra Obbedienza sotto il nome, in allora, di "Serenissima Gran Loggia d'Italia" e, nel 1912, la Conferenza Internazionale dei Supremi Consigli di Rito Scozzese riunita a Washington, la riconosce come unica diretta discendente del Grande Oriente del 1805.

Perché i massoni si chiamano, tra di loro, fratelli?
La genesi di questa usanza affonda le sue radici nella tradizione. Tale uso è plurisecolare e risale al tempo della massoneria operativa.

Esiste un obbligo di mutuo soccorso tra i fratelli?
Ogni massone, al suo ingresso nell'istituzione, si impegna, tra l'altro, a "soccorrere, confortare e difendere i fratelli". Tale formula è stata spesso, anche faziosamente, impugnata in modo polemico e discriminatorio contro la massoneria nella misura in cui, in maniera molto sottile, si vuole maliziosamente sottintendere che tale nobile principio è la premessa per intrallazzi e favoritismi. Nulla di tutto questo. La nostra costituzione prevede espressamente che "…la comunione massonica opera nel rispetto assoluto delle leggi dello Stato". Unitamente a ciò, il rituale massonico prevede anche espressamente che nell'impegno di ogni fratello "…non vi è nulla di incompatibile con i doveri di leale cittadino nei confronti dello Stato né, tanto meno, con i doveri morali o religiosi".

Le donne sono ammesse in massoneria?
Nella massoneria d'influenza anglosassone normalmente le donne non sono ammesse poiché viene addotta una non corretta motivazione esoterica che fonda l'iniziazione su una origine solare e quindi esclusivamente maschile. Oggettivamente, però, l'esclusione delle donne dalle logge, in origine è un fenomeno legato unicamente alla posizione femminile nell'ambito sociale. Tutti sanno, in realtà, che l'essere umano ha in sé caratteristiche psichiche solari (maschili) e lunari (femminili). Va infine sottolineato che negli antichi manoscritti che fanno riferimento alla origine operativa della massoneria, l'appartenenza al sesso maschile non veniva assolutamente indicata come indispensabile all'ingresso alle "confraternite d'arte e mestieri". Infatti, nella storia delle "gilde artigiane" si trovano numerose tracce dell'ammissione di donne con parità di diritti e doveri. La tradizionale ammissione femminile è quindi provata e continua fino all'albeggiare della massoneria speculativa e, la Gran Loggia d'Italia, ritornando a tale antichissima tradizione, ammette ed "inizia" sia uomini che donne.

Come entrare a far parte della Gran Loggia d'Italia?
Per entrare nella Gran Loggia d'Italia degli Antichi Liberi Accettati Muratori, Piazza del Gesù, Palazzo Vitelleschi, occorre possedere i seguenti requisiti:

  • aver compiuto il ventunesimo anno d'età o, se figlio di massone, il diciottesimo anno;
  • non aver subito condanne penali di nessun tipo ed essere di costumi irreprensibili;
  • godere di ottima reputazione;
  • aderire ai princìpi ed alle finalità della massoneria universale;
  • possedere attitudini e volontà adeguate a comprendere il "significato" e la "missione" dell'istituzione massonica.



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